Lo diciamo senza mezzi termini: questo ventiseiesimo viaggio ha rappresentato per noi l’estate più bella mai vissuta, vuoi per la lunghezza della residenza, vuoi per la qualità delle cose che abbiamo fatto, vuoi per il clima, vuoi per le persone che ci sono venute a trovare.
il mercato allo specchio
Un insieme di coincidenze, probabilmente, anzi sicuramente, irripetibili che siamo stati felici di vivere. Aggiungiamo qualche elemento al volo, come l’aver comprato delle eccellentissime scarpe. 😉
scarpe eccellentissime
E questo nonostante Berlino sia sempre più un cantiere aperto, lavori ovunque e frequentissime chiusure di tratti di S-Bahn, linee dei tram, tratti di strade… tutte cose con le quali abbiamo imparato a convivere.
buono ‘sto dolce
Non abbiamo ancora trovato il modo (ma lo faremo ? mah…) di provare questo kebab realizzato con petti di pollo interi.
kebab di (petti di) pollo
Nel segnalare dei negozi, foto sotto, che in Italia non si possono trovare, ringraziamo tutti coloro che leggono questo blog (tutto, in parte, in maniera casuale…) e vi rimandiamo al prossimo viaggio, nuovamente estivo.
negozio berlinese
Anche se Berlino fa di tutto per non farsi amare, noi gli vogliamo bene lo stesso.
Questa volta, lo ammettiamo, abbiamo esagerato, ma tra acquisti, mercatini, zu verschenken e quant’altro, alla fine dei tre mesi ci siamo trovati con parecchia roba da portare a Roma.
Allora cosa fare ?
i pacchi nella nostra casa
In passato ci eravamo limitati ad un singolo pacco da portare all’ufficio postale (come in questo caso), ma ora… incollarci 4 pacchi pesantissimi e ingombranti… ci serviva una soluzione migliore.
i pacchi nell’androne
L’abbiamo trovata con la possibilità che DHL concede di “comprare” la spedizione dei pacchi online, stamparsi l’etichetta e indicare la data della spedizione. Questo servizio, il ritiro all’indirizzo indicato, costa 3 euro fino a 3 pacchi, ed è gratuito dal quarto (quindi abbiamo pagato solamente il costo dei pacchi).
i primi 2 pacchi vengono ritirati
Il problema è che non è possibile indicare l’orario del passaggio, nemmeno per fasce ampie, e quindi dalle 8 del mattino abbiamo atteso il corriere che è passato alle 16…
diamogli una mano
Dopodiché ha ritirato i primi due pacchi, ci ha dato la ricevuta di tutti e quattro (foto sotto), ed è poi tornato per gli ulteriori due pacchi.
la ricevuta
Che dire, al netto del passaggio in orario un po’ tardo, il servizio si è rivelato assai comodo perché trasportare tutta questa roba sarebbe stato per noi davvero complicato, in questo modo invece abbiamo solo dovuto aspettare, per di più spendendo quanto avremmo speso portando di persona i pacchi (che sono poi arrivati regolarmente a casa nostra, come sempre).
Terza e conclusiva parte di questa rubrica dedicata a quello che ci ha colpito, incuriosito, divertito in questo ventiseiesimo viaggio berlinese, questa volta in versione monografica con un unico protagonista.
l’esterno di Kugu Nussrösterei
Sicuramente tutti voi ricorderete Kugu Nussrösterei, il negozio dedicato alla frutta secca e tostata (e non solo), ve ne parlammo circa 7 anni fa.
Nella parte bassa della sua vetrina (prima foto) sono presenti delle (per noi) divertenti fotografie dedicate alle noccioline americane.
Ve le proponiamo nonostante i riflessi ne rendano la visione non ottimale, ma a noi piacciono troppo, in particolare questa qua sotto.
Non sappiamo chi sia l’autore, ma le abbiamo davvero apprezzate.
Una ragione in più per passare al numero 13 della Kottbusser Damm.
Seconda parte della nostra rubrica dedicata a quanto ci ha colpito, incuriosito, divertito e tutto quello che volete voi in questo ventiseiesimo viaggio berlinese.
grosso panda
Iniziamo con questo grosso (fidatevi) e simpatico panda incontrato all’interno di quello che una volta si chiamava Sony center.
macchinette con sorpresa
Continua l’epopea di queste macchinette che ti danno la possibilità di comprare qualcosa che non conosci, garantendoti un grosso guadagno rispetto alla spesa fatta, sembra che il loro successo sia anche aumentato perché ormai le incontriamo un po’ dovunque.
secondo in classifica
Rimaniamo in tema di passioni berlinesi. Nella prestigiosa, e serissima, libreria Dussmann, nella classifica dei dischi più venduti, dietro il boss compariva questo soggetto. Non capiremo mai come i berlinesi possano passare con leggerezza da Mozart a Ludovico Einaudi, o da, appunto, Springsteen a questo signore. Onestamente sembrano musicalmente alquanto schizofrenici,
carriola con bambini
Concludiamo la serie dedicata alle passioni dei berlinesi con quella per i bambini, continuiamo infatti ad incontrare, letteralmente, carriolate di bambini trascinati da adulti affaticati (e naturalmente passeggini a uno e due posti e tutto questo genere di cose).
l’Amtsgericht Wedding
Quando siamo andati a visitare il Mitte museum, abbiamo notato questo bell’edificio poco lontano, ci siamo così avvicinati per vederlo meglio e lo abbiamo scoperto essere l’Amtsgericht Wedding (il Tribunale del quartiere Wedding, ma pare si occupi di questioni che riguardano tutti i berlinesi), costruito a inizio ‘900 in un interessante stile neogotico.
l’Amtsgericht Wedding
Ne parliamo qui perché l’ingresso, come da foto sopra, risultava macchiato di rosso (speriamo sia solo vernice), ma non ne sappiamo la ragione.
Qualcuno ne sa di più ?
Noi probabilmente ci torneremo in ogni caso perché ci ha fatto un’ottima impressione.
fuochi berlinesi
Davanti invece all’altro tribunale del quali vi abbiamo parlato (questo qua) abbiamo trovato questa macchina bruciata, perché sia chiaro che certe cose non succedono solo all’Esquilino.
🙂
rastrelliera per biciclette vichinga
Ora un paio di stupidaggini. La prima foto sopra, ci sembra sia una rastrelliera per biciclette in stile vichingo, utile e funzionale, sotto invece potete vedere i primi segnali dell’imminente (a inizio settembre…) Halloween berlinese.
Scherzi a parte: a partire dai primissimi giorni di settembre sono iniziati ad apparire ovunque oggetti per la festa del 31 ottobre, l’impressione è che qui sia più amata che da noi.
arriva Halloween
Abbiamo poi incontrato, soprattutto nell’estrema periferia, questi display che verificano se le auto viaggiano entro i 30 chilometri all’ora previsti in certe zone, la cosa singolare è che a seconda della velocità appaiono delle faccine a commento.
Chissà se questo metodo funziona con gli automobilisti berlinesi (e se funzionerebbe con gli italiani).
Illustriamo il tutto con questi video ricchi di inquadrature ballerine.
Concludiamo con una riflessione amara. Se nello scorso post parlavamo di civiltà in relazione allo spazio per i busker, e anche se potremmo parlare di moltissimi altri aspetti per i quali Berlino sarebbe, ed effettivamente è, una città civile, anzi molto civile, dobbiamo sottolineare come il problema dei senza fissa dimora continui a crescere comportando, in primis per loro, gravi problemi.
Capita di vederli dormire ovunque, particolarmente nelle metropolitane, nelle stazioni e sotto i ponti, in condizioni decisamente inumane, la foto sotto documenta solo una location particolarmente originale.
il sonno nella aiuola
Confidiamo che chi vincerà le prossime elezioni locali nel 2026 inizi ad occuparsene seriamente, perché la situazione sta andando decisamente fuori controllo.
Rieccoci a parlarvi di tutto ciò che ci colpisce di strano a Berlino. Anche questo viaggio ci ha proposto alcune situazioni che ci hanno divertito o comunque incuriosito.
Iniziamo con alcuni scatti effettuati sulle metropolitane.
sulla S-Bahn
Capita molto di frequente che le persone salgano sui vagoni, foto sopra e foto sotto, con cose abbastanza assurde (potremmo farne una rubrica periodica, tanto spesso succede).
sulla S-Bahn
Così come capita di incontrare dei rappresentanti della tribù dei Piedi scalzi (o dei no-scarpe, se preferite).
Contenti loro…
no-scarpe
Sui vagoni più recenti e con maggiore qualità tecnologica della U-Bahn, ultimamente sono comparsi dei display che mostrano una foto della stazione che stiamo per raggiungere. Bello, ma potevano anche essere usati per qualcosa di più utile ai passeggeri.
Nella foto sotto potete vederne un esempio: siamo sulla U2 e stiamo per arrivare all stazione Zoologischer Garten.
i nuovi display
All’uscita della stazione di Charlottenburg, abbiamo trovato quest’uomo che stava pulendo, rigorosamente a mano e con mooooolta pazienza, le griglie che lì si trovano. A Roma non abbiamo mai visto nulla di simile, ma onestamente non sapremmo dirvi se questo tipo di lavori debbano essere effettuati in questa maniera.
Ora un grande classico: le pubblicità tedesche. Iniziamo con questa qua sotto, praticamente inarrivabile, e che, con eleganza e senza alcun doppiosenso, pubblicizza i servizi di una banca.
Il testo recita “Pagamenti senza contanti in tutto il mondo. Praticamente ovunque“.
pubblicità bancaria
Dopo un tale livello poco si può dire o mostrare, noi proviamo a ripartire con quest’altra pubblicità che gioca con il ricordo, a quanto pare ancora presente da queste parti, della Dolce vita dell’Italia anni ’60.
la deutsche vita
A Berlino la civiltà è ancora, nonostante tutto, un obiettivo, questo cartello di area riservata ai musicisti di strada ne è la dimostrazione.
zona riservata
E a proposito di umorismo tedesco, come non apprezzare questa scritta ?
umorismo tedesco
Concludiamo con una strana cosa incontrata ad Alice-Salomon-Platz, nell’estremo est della città.
aula del futuro
Sembra uno spazio per coltivare piante, o qualcosa di simile. Noi non ci abbiamo capito molto, ma se siete interessati potete andare sul sito ufficiale dedicato a questa Klassenzimmer der Zukunft.
aula del futuro
Perché poi Berlino è così: si incontrano anche tentativi, magari velleitari, di migliorare il futuro attraverso il presente.
Anche per questo viaggio rimaniamo clienti fedeli e (sostanzialmente) soddisfatti di Easy Jet.
il nostro aereo
Non riusciamo davvero a capire come mai Ita e Lufthansa (che appartengono al medesimo gruppo) non provino a stabilire voli regolari tra le capitali di Italia e Germania e lascino tutto in mano alle compagnie low-cost, boh…
le facce della partenza
In questa occasione, adeguandoci alle nuove normative, abbiamo iniziato a sperimentare su cosa mettere sotto i sedili anteriori, optando per la nostra valigetta porta computer ed elettronica varia, ma su questo aspetto i nostri studi porteranno a grandi evoluzioni.
la valigetta
All’atterraggio, queste erano le nostre facce, valutate voi.
le facce all’arrivo
flughafen BER
Un paio di aspetti positivi riguardanti il nuovo (ormai neanche più tanto) aeroporto berlinese (che sui difetti potremmo scriverci un libro…).
distributori d’acqua
Sono comparsi questi distributori d’acqua gratuiti. Crediamo siano una risposta a quanto scrivemmo mooooooolto tempo fa in questo post. Fa piacere ogni tanto essere ascoltati. 🙂
kids tv corner
Abbiamo anche apprezzato questo angolo TV per i bambini, ci sembra cosa buona e giusta.
ritorno
Imbarcarsi per il ritorno a Roma ha sempre un’altra aura rispetto alla partenza.
Concludiamo questa serie di post dedicati all’arte diffusa all’interno di Berlino, con quest’ultimo dove non si parlerà esattamente e necessariamente solo di sculture, ma crediamo valga la pena allargare gli orizzonti di questo blog.
la Zeli-Brunnen
Iniziamo con qualcosa che ci è molto piaciuto: questa fontana nota come la Zeli-Brunnen (Zeli era il nome di un cinema che sorgeva su questa piazza).
la Zeli-Brunnen (dettaglio)
Siamo nel cuore del quartiere Zehlendorf, a pochi passi dalla storica quercia nota come Zehlendorfer Eiche (ne parleremo prossimamente) e la fontana è opera di Brigitte Haacke-Stamm.
la Zeli-Brunnen (dettaglio)
La forza di questa fontana ci sembra stia nei dettagli, per questo ve ne abbiamo mostrato qualcuno in più del solito.
la Vier-Winde-Brunnen
Continuiamo a parlare di fontane con la “Fontana dei quattro venti“, che potete trovare di fronte alla stazione di Lankwitz. E’ stata realizzata da Ludwig Isenbeck. Niente che ci abbia esaltato, ma una fontana con una sua dignità.
Großer Brunnen
Non c’è due senza tre, ed ecco arrivare l’ottima “Grande fontana” che troneggia nella Franz-Neumann-Platz. Opera di Karol Broniatowski, peccato fosse spenta.
Tanzendes Paar
Torniamo alle sculture vere e proprie per soffermarci su questa splendida “Coppia che balla” che prova ad elevare una piazza complicata come Hermannplatz. Onore al merito e anche al suo autore Joachim Schmettau (lo avevamo incontrato poco tempo fa in questo post).
o. T. (Wandgestaltung)
Usciamo definitivamente fuori tema (o forse no ?) con questo lavoro di Michael Wirkner, senza titolo, che abbiamo incrociato all’interno della Detlev-Rohwedder-Haus (come narrato qui).
la Madonna di Stalingrado
Concludiamo in assoluta bellezza con un’opera che ci ha semplicemente commossi. Viene chiamata la “Madonna di Stalingrado” e ha una storia davvero interessante e particolare, ma vederla è un’esperienza assai intensa. La potete, e secondo noi la dovete, ammirare all’interno della nuova Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche (quella illuminata di blu in questo post).
Noi l’abbiamo trovata per caso, come se fosse lì ad aspettarci.
Terza (qui e qui potete trovare le prime due) della nostra rubrica dedicata all’arte diffusa all’interno di Berlino. In questa sezione salteremo un po’ di palla in frasca, speriamo che l’assortimento vario non vi dispiaccia.
due cervi
Iniziamo con questa “Zwei Rehe” opera giovanile di Peter Lipman-Wulf (immaginiamo non ci sia nessun riferimento al celebro tormentone di Carlo Verdone…) dalle parti della stazione di Sundgauer Straße.
Felicia
Rimaniamo in mezzo al verde con questa “Felicia” dell’ungherese Janos Seregi, se vi piace il suo stile boteriano potete ammirarla nel Fennpfuhlpark.
giovane lavoratore
E a proposito di sculture in riva ai laghi, eccovi lo “Junger Arbeiter“, in pieno, splendido, stile della DDR, di Christa Sammler. Lo trovate sulle rive del Weißer See.
Matthias Erzberger
Questo busto dedicato al politico Matthias Erzberger, l’abbiamo fotografato all’interno del Ministero delle Finanze, durante la nostra recente visita. Non è esattamente arte diffusa, ma nemmeno il suo contrario (diciamo che potete concederci una licenza poetica, siate bravi). L’autore è uno specialista in ritratti, lo scultore Bertrand Freiesleben.
drago barbuto steampunk
Concludiamo con questo drago, ritrovato, dopo oltre dieci anni, nel giardino della stessa casa dalle parti del Badeschiff, cliccate qui per vedere come era a suo tempo. Diremmo che il tempo non ha fatto danni e sia sempre bellissimo. 🙂
Seconda parte (cliccando qui potete rileggervi la prima) della nostra rubrica dedicata alle sculture incontrate all’aria aperta, e senza pagare alcun biglietto, lungo le strade berlinesi in questo ventiseiesimo viaggio. Dedicheremo questa seconda parte ad una serie di opere meno immediate rispetto a quelle della prima.
Polis
Iniziamo con un paio di sculture che si trovano all’esterno della Neue Nationalgalerie, la prima è questa “Polis” di Joannis Avramidis, scultore sovietico, naturalizzato austriaco, nel suo tipico stile.
Teste e coda
Più ineffabile questo “Köpfe und Schwanz” dell’americano Alexander Calder. Sullo sfondo la bella silhouette della Nuova Galleria Nazionale, opera, come certo ricorderete, di Mies van der Rohe.
il Josephine-Baker Garten
Spostiamoci ora di pochi metri verso sud, dove, schiacciato tra la Neue Nationalgalerie e il Landwehrkanal, c’è un giardino intitolato a Josephine Baker (foto sopra). In questo giardino troviamo diverse sculture. Nella foto sopra, sulla destra, potete vedere “Granit (Normandie)” di Ulrich Rückriem.
il Josephine Baker Garten
In quest’altra foto potete intravedere (a terra, sulla sinistra) “Stein” di Karl Prantl, mentre il parallelepipedo sulla destra è un altro lavoro di Ulrich Rückriem intitolato “Stele for Mies“. L’impressione è che questi spazi siano, di fatto, una sorta di estensione della Neue Nationalgalerie accessibile a tutti.
Onda con sfera
Spostiamoci ora nei pressi della punta nord del Lietzensee, dove si trova, nella nostra foto in mezzo ai fiori, questo “Woge mit Kugel” del berlinese Volkmar Haase. L’avevamo già incontrato, nel suo riconoscibile stile, in questa occasione.
la Colonna delle macerie
Vicino al Silent Green c’è questa interessante colonna, intitolata “Trümmersäule“, di Gerhard Schultze-Seehof. I 4 lati sono identificati dalle parole Schiavitù, Costruzione, Distruzione, Democrazia. Se capiterà lo approfondiremo perché ci sembra particolarmente interessante.
stele commemorativa
Vagamente affine questa “Gedenkstele” di Jürgen von Woyski, incrociata all’interno del Neuer Garten, dedicata, a quanto ci risulta, genericamente alle vittime della guerra e della tirannia.
Scultura all’aperto nel quartiere Hansaviertel
Con il titolo autoreferenziale, e per nulla esplicativo, di “Freiplastik Hansaviertel“, ci spostiamo ad Hansaplatz per ammirare questa scintillante scultura di Hans Uhlmann.
Giordano Bruno
Praticamente dentro la stazione di Potsdamer platz troviamo questa alta scultura dedicata a Giordano Bruno realizzata da Alexander Polzin, anche questa cercheremo di approfondirla.
L’onda
Altra stazione e altra scultura/installazione. Questa volta siamo ad Ostbahnhof e questa conchigliosa “Die Welle“, sottotitolata “un omaggio alla vita“, è opera di Iris Schieferstein. E’ tutta realizzata con gusci di ostrica.
Città della pace
Concludiamo con la facciata di questo palazzo, che introduce al Nikolaiviertel. L’ha realizzata e progettata Gerhard Thieme, speriamo che la colomba della pace (friedenstaube) raffigurata sia di buon auspicio, per Berlino e per il mondo intero (anche se siamo abbastanza scettici).
Ed eccoci, dopo l’antipasto di questo post, alla nostra rubrica dedicata alle sculture di varia natura incrociate lungo le strade, le piazze e i sentieri che abbiamo percorso a Berlino in questo ventisiesimo viaggio.
Il seminatore
Dedicheremo questa prima parte ad una serie di opere classiche, nella loro fattura, chiaramente figurative, iniziando da questo “Sämann” opera dello scultore, e non solo, belga Constantin Meunier.
Amazzone a cavallo
Come intuirete dagli sfondi delle foto con le quali abbiamo iniziato questo post, siamo di fronte e intorno alla Alte Nationalgalerie, all’interno della Museuminsel, e qui ci sono davverto tante interessanti sculture. Quella della foto sopra si intitola “Amazone zu pferd” realizzata da Louis Tuaillon.
Combattente contro il leone
Sempre in zona Kolonnadenhof ecco questa scultura di un uomo che combatte il leone, l’artista, Max Klein, ha lasciato il dubbio se si tratti di Ercole o di un altro soggetto.
Diana
Quella che vedete sopra invece, è una “Diana” di Reinhold Felderhoff (parente stretta di quella, dello stesso autore, che abbiamo incrociato nello Wröhmännerpark).
La grande lavatrice accovacciata
Concludiamo questa serie di sculture concentrate tutte nel medesimo posto con questo gioiello firmato Pierre-Auguste Renoir: la “Große Wäscherin“.
Shakespeare
Nella piccola, ma bella, Shakespeareplatz, si trova questo busto in bronzo dedicato allo scrittore britannico, realizzato da Pam Taylor, posizionato vicino a delle aiuole curate.
Non siamo invece riusciti a sapere nulla di questa scultura dal tema esotico (fanciulla seminuda con cesta di frutta e scimmietta accanto…) che abbiamo fotografato nel Park am Brunnenplatz. Qualcuno ne sa qualcosa ?
lontra
Ci avviamo alla conclusione con questo capolavoro assoluto: “Otter” di Rose-Maria Stiller, che potete vedere quando volete recandovi nella Altstadt Spandau.
La donna delle macerie
Lo sappiamo, vi avevamo già segnalato questa “Trümmerfrau” realizzata da Fritz Cremer (qui l’altra foto), ma che ci volete fare, ci siamo passati davanti e non abbiamo resistito a fare il bis. 🙂