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LA QUATTORDICESIMA FINE

E anche questa lunga vacanza estiva giunge al termine.

la fine della vacanza (nel Luisenstädtischer Friedhof)

Il bilancio, l’ennesimo, è ancora positivo. Sia nel ritornare nei posti che amiamo, sia nel percorrere strade nuove, i giorni sono passati di corsa, pieni di bei momenti.

bei momenti

Ci teniamo a ricordare che Berlino non è una città perfetta, anche lei ha i suoi difetti, ma, che ci volete fare, a noi piace così com’è.

la Heizkraftwerk Reuter West

Non saranno tutte rose e fiori, ma certo i fiori, quando ci sono, sono bellissimi.

fiori nel Tierpark

Certo, se dopo quattordici viaggi non vi abbiamo convinto sulle qualità di questa città, onestamente non sapremmo cosa fare di più.

cosa fare di più ? (nel Luisenstädtischer Friedhof)

Magari vi farà piacere sapere che, se tutto va bene, abbiamo già in mente la nostra seconda esperienza invernale.

di nuovo ?

Nel frattempo vi lasciamo a questi tanti post estivi, sperando che vi regalino qualche informazione, qualche sorriso, qualche sorpresa.

ovunque riflessa

E tranquilli, se anche non li leggete tutti non ci offendiamo 🙂

il Wolkenhain visto da sotto

Grazie per l’attenzione e il tempo dedicato, ci aggiorniamo a presto.

ciao ciao
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TRÄNENPALAST

Questo edificio dalle ampie vetrate, si trova a pochissimi metri dalla stazione di Friedrichstraße, e, nonostante ci siate probabilmente passati varie volte, è facile che non l’abbiate notato, che sia rimasto del tutto inosservato.
Ed è un peccato, perché il Tränenpalast (il palazzo delle lacrime) è uno di quei posti ricchi di storia e di storie che sono un po’ il sale di Berlino.

il Tränenpalast

Oggi è un museo/memoriale ad ingresso gratuito, ma fino al 1989 questo era forse il più importante dei punti che permettevano il passaggio da Berlino Est a Berlino Ovest (dalla stazione partivano e arrivavano treni da e per l’occidente).

l’interno del Tränenpalast

Questo nodo di scambio, che vedeva sia cittadini occidentali, sia cittadini orientali arrivare e/o partire, era caratterizzato da tutta una serie di percorsi ben controllati che evitavano il mischiarsi delle diverse tipologie di viaggiatori e li sottoponeva a ben diversi trattamenti.

spazio per controlli nel Tränenpalast

L’obiettivo era non solo quello di controllare chi varcava la frontiera, ma anche quello di essere certi di cosa le persone portavano con sé (c’era un lunghissimo elenco di cose proibite sia in uscita che in entrata).
Le lacrime che hanno dato il nome a questo edificio sono relative agli addii che qui avvenivano, spesso senza sapere se ci si sarebbe mai più rivisti.

spazio per controlli nel Tränenpalast

Attualmente il palazzo ospita tutta una serie di reperti e memorabilia dell’epoca, ottimamente conservati, unitamente ad informazioni, video, plastici e cartine che riescono perfettamente nel tentativo di far capire come funzionasse questa struttura. Specifichiamo però che per entrare dentro queste storie è necessario dedicare tempo e attenzione ai materiali disponibili, il museo non è (banalmente) intuitivo.

informazioni nel Tränenpalast

E’ facilissimo da raggiungere, ben organizzato e del tutto gratuito.
Forse un po’ di attenzione la merita.

Cliccate qui per altre, e migliori, informazioni.

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SCULTURE 2018

Dedichiamo un post ad alcune sculture che ci hanno colpito nel nostro aggirarci per Berlino (inizia ad essere una piccola tradizione, successe anche la scorsa estate) .

il Luftschiffer-Denkmal

Iniziamo con il dinamico Luftschiffer-Denkmal, il monumento agli aviatori della prima guerra mondiale, realizzato da Victor Seifert nel 1930.

Siamo a poca distanza dal Volkspark Hasenheide, dove troviamo quest’altra scultura, del tutto diversa.

la Trümmerfrau

E’ la Trümmerfrau (“donna dei detriti“, il riferimento è alle donne che contribuirono alla rimozione delle macerie berlinesi alla fine della seconda guerra mondiale) realizzata da Katharina Szelinski-Singer.

scultura misteriosa

Non sappiamo invece dirvi nulla di questa misteriosa scultura (foto sopra) incontrata sull’isola Valentinswerder, ma di sicuro non passa inosservata. Pare sia di Tina Schwichtenberg, ma non sappiamo dirvi altro.

l’Heinrich-Heine-Denkmal

L’Heinrich-Heine-Denkmal (monumento a Heinrich Heine), situato dietro la Neue Wache, è un altro di quei pezzi di Berlino che hanno avuto una vita complicata e ancora non trovano pace.
Chissà se il suo autore, Waldemar Grzimek, apprezzerebbe la sua attuale collocazione.

il Balanceakt

Interessante, infine, questa scultura intitolata Balanceakt, opera dello scultore Stephan Balkenhol, della quale fanno parte veri frammenti del muro di Berlino.

il Balanceakt

Costruita ai piedi dell’ Axel-Springer-Hochhaus (grattacielo Alex Springer), e legata alle attività di Springer, ci sembra un modo molto  intrigante di legare insieme realtà, storia e arte.

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MULTIPIANO

A Berlino sono in tanti ad usare le biciclette, tanto che in certi casi hanno attrezzato questi parcheggi multipiano riservati alle due ruote.

biciclette multipiano

E diremmo che hanno avuto un discreto successo 🙂

biciclette multipiano
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OTTER-ZENTRUM (seconda parte)

Fondamentalmente ci sono due maniere di visitare l’Otter-Zentrum.

La più ovvia è quella di aggirarsi liberamente e dedicare tutto il tempo che si vuole alle varie zone riservate alle lontre e agli altri animali.
Si gironzola senza vincoli ma, essendo i mustelidi animali che passano molto tempo a dormire, si rischia di vederli poco (o nulla) e male.

la cascata delle lontre

La seconda maniera è quella di seguire gli addetti del zentrum. A orari prestabiliti (consultabili online, ma ben indicati anche nella mini-guida che viene consegnata all’ingresso) questi addetti si recano presso una delle zone e danno da mangiare agli animali mentre, contemporaneamente, descrivono ai presenti le caratteristiche degli animali che stanno alimentando.

Potete appunto vedere queste persone dare da mangiare alle lontre (foto sopra) o ai tassi (foto sotto). Se decidete di seguire gli addetti, farete un giro completo del zentrum in 2 ore e mezza circa.

i tassi

Chi li segue può utilizzare apposite zone per seguire al meglio quanto avviene. Ad esempio nella foto sotto vedete sia il personale che alimenta dei magnifici visoni, sia le persone che osservano il tutto.

i visoni

Va detto che esistono anche degli spazi coperti nel quale ammirare da vicinissimo questi animali nelle loro tane.

tane

Hanno poi ricostruito anche ambienti semi-naturali, come una soffitta o un magazzino, nei quali le faine si trovano a proprio agio.

faina nel magazzino

La parte del leone la fanno comunque le lontre che sono presenti in tre diversi ambienti, qui sotto le vedete in uno stagno.

lo stagno delle lontre

Vi assicuriamo che osservarle è uno spasso.

All’interno del zentrum ci sono poi un mare di installazioni, rivolte soprattutto ai più giovani, per fare informazione su tutto quanto riguarda questi animali. Vi documentiamo questa, particolarmente semplice, ma vi assicuriamo che ce ne sono alcune molto ben fatte, interattive e per nulla banali.

installazione nell’Otter-Zentrum

Oltre gli animali già citati troviamo anche martore, furetti (ve lo aspettavate vero ?), ermellini, donnole, la puzzola europea (che, se guardate bene,potete vedere nella foto sotto).

le puzzole

Come sempre resta il dubbio su quanto questi animali siano costretti a vivere in ambienti limitati, ma a noi pare che ci siano moltissime buone ragioni per appoggiare questa iniziativa (decidete poi voi se e come arrivare da queste parti).

Di sicuro le facce dei presenti erano un misto di meraviglia, divertimento e gioia.

visitatrice dell’Otter-Zentrum

Per chi fosse interessato e volesse approfondire la cosa, consigliamo di andare sul sito ufficiale, dove troverete tutte le informazioni che desiderate e svariati video.

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OTTER-ZENTRUM (prima parte)

Abbiamo fatto così tanti chilometri per arrivare in quel di Hankensbüttel solo per poter visitare l’Otter-Zentrum.

l’ingresso dell’Otter-Zentrum

Grande circa sei ettari, immerso nel verde, con l’Isenhagener See che ne costeggia gran parte, questo luogo, sorta di via di mezzo tra una riserva naturale e uno zoo, è dedicato ai mustelidi e in particolare alle lontre (otter, in tedesco).

l’Isenhagener See visto dall’interno dell’Otter-Zentrum

(cliccate sopra la panoramica per vederla nelle sue reali dimensioni)

Tutto nasce da una associazione (la Aktion Fischotterschutz e. V.) con l’obiettivo di proteggere la lontra, e gli ambienti nei quali essa prospera. Questa associazione utilizza questo luogo sia per promuovere le conoscenze su questo animale, sia per raccogliere fondi che gli permettano di intervenire in difesa della lontra e contro la sua estinzione.

la biglietteria dell’Otter-Zentrum

Negli spazi coperti che potete vedere in queste foto c’è la biglietteria, un ristorante e un negozio che vende materiale con le lontre protagoniste.

l’Otter-shop

Ora però entriamo dentro l’Otter-Zentrum e vediamo cosa contiene.

un ospite dell’Otter-Zentrum
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HANKENSBÜTTEL

E dopo aver provato a viaggiare con i mezzi pubblici di ogni tipo (dai traghetti agli autobus passando per treni e funivia) venne il momento di affittare una automobile per guidare dentro e fuori Berlino.

la nostra Opel Adam

L’obiettivo era arrivare ad Hankensbüttel, un piccolo comune nella Bassa Sassonia, situato ad ovest di Berlino, a circa 300 chilometri.
Abbiamo provato in tutti i modi a recarci in queste zone in treno, ma, purtroppo, volendo andare e tornare in giornata, ci siamo dovuti arrendere all’evidenza (troppi cambi, troppi tempi morti tra un treno e l’altro o, al contrario, coincidenze ravvicinatissime…) e modificare la nostra strategia.
Ci siamo pertanto recati alla centralissima Europcar situata a due passi dal nostro albergo e, come potete vedere nelle foto sopra e sotto, abbiamo affittato una fiammante Opel Adam (con una spesa, comprensiva del carburante, inferiore a quanto ci sarebbe costato il treno).

pronti per la partenza

Uscire da Berlino è stato abbastanza semplice, i tedeschi guidano discretamente, sfoggiando una certa prepotenza quando hanno l’impressione di subire un torto (ad esempio una precedenza non concessa), ma globalmente in città si procede bene.

Una volta usciti ci siamo sorbiti un lungo tratto autostradale. Anche qui nulla da segnalare: strade ben tenute, alcuni lavori in corso, tedeschi piuttosto veloci (e che tendono a non rallentare nei tratti in cui i cartelli segnalano un limite di velocità).
Ovviamente, guidando sull’autostrada, non abbiamo resistito, e abbiamo intonato la nota canzone 😉

Una volta lasciata l’autostrada, dobbiamo ringraziare San Navigatore, altrimenti arrivare in mezzo al nulla (perché Hankensbüttel è in mezzo al nulla) sarebbe stato davvero complicato.

San Navigatore

Le strade di campagna che abbiamo attraversato si sono caratterizzate per scarsissimo traffico e un ottimo manto stradale.
Ideali per la guida.

la campagna della Bassa Sassonia

In particolare dobbiamo segnalarvi le moltissime toppe presenti sull’asfalto (vedi foto sotto) che, a differenza delle nostre, risultano lisce e perfettamente inserite nel manto stradale, senza creare buche o avvallamenti.
Tanto di cappello.

asfalto rattoppato vicino Wittingen

Insomma: viaggio lungo, ma piacevole e divertente (salvo qualche problema nel riaccendere il motore al ritorno, ma per quello ci è venuto brillantemente in aiuto San Mauro, che ringraziamo di cuore).

arrivati !

Per cui, in tarda mattinata, siamo arrivati alla nostra meta, della quale ancora non vi abbiamo parlato, ma alla quale dedicheremo i prossimi post.

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ISTANTANEE 2018

Alcune foto, colte al volo durante questo quattordicesimo viaggio.

fragole alla stazione di Alexanderplatz

 

suonatore di cornamusa a Wilmersdorfer Straße

 

(dog)skater

 

kebabbaro sufi

 

in coda al supermercato

 

iper-passeggino

 

bolle di sapone al Mauerpark

 

pubblicità 3D lungo Memhardstraße
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TIERFRIEDHOF

Subito all’esterno del Tierheim Berlin c’è un Tierfriedhof, un cimitero per gli animali.

l’ingresso al Tierfriedhof

Liberamente accedibile, in orari più ampi rispetto al Tierheim Berlin, nella panoramica seguente potete vederlo in maniera esaustiva (cliccateci sopra per vederla nelle sue reali dimensioni).

panoramica del Tierfriedhof

Per quello che ci riguarda è stata la nostra prima esperienza in un luogo simile.
Camminarci attraverso ha procurato sensazioni singolari e a volte contraddittorie.

una delle tombe del Tierfriedhof

Quello che è certo è che anche in un cimitero come questo si respira una aria densa di dolore e di mancanze.

lapidi nel Tierfriedhof

Si avverte la assoluta serietà di tutto questo.

lapidi nel Tierfriedhof

Anche perché sotto ogni lapide ci sono anni intensi fatti di relazioni, affetto, gioie e dispiaceri.

il Tierfriedhof

Più arrosto che fumo.